Lettori fissi

Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

giovedì 26 marzo 2020

ECCO CHE IMPROVVISAMENTE E’ LA SCUOLA AD ENTRARE NELLE CASE DI TUTTI! La "nostra" Infanzia ...


  
NON C’E’ PIU’ LA CAMPANELLA, NON CI SONO  I  BUONGIORNO, I BACINI, GLI ABBRACCI, LE COCCOLE, CONSUETUDINI BELLISSIME DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA L’EMPATIA COMUNICATIVA.
SIAMO NELL’ERA DIGITALE, SI PARLA DI SCUOLA A DISTANZA DI PIATTAFORME, DI RELAZIONI E COMUNICAZIONI VIRTUALI CHE CI AIUTERANNO A MANTENERE I CONTATTI, LA NECESSITA’ DI REINVENTARSI ATTRAVERSO PC, TABLET, CELLULARI UNA COMUNICAZIONE FATTIVA CHE AIUTI A RITROVARSI COME COMUNITA’.
RIFLETTO CHE FINO A 2 SETTIMANE FA SCONSIGLIAVO A TUTTI I GENITORI DI LASCIARE CHE I BAMBINI STESSERO TROPPO TEMPO DAVANTI UNO SCHERMO…!
ORA SEMBRA L’UNICO CANALE POSSIBILE CHE CI PERMETTA DI CONTINUARE IL PERCORSO DIDATTICO-EDUCATIVO PERSONALIZZATO NEI  PERCORSI D’APPRENDIMENTO, REALIZZATO PER QUESTO ANNO SCOLASTICO, UNA PROGRAMMAZIONE FATTA PENSANDO A CREARE INTERESSI NEI BAMBINI ( TANTE BUONE IDEE MESSE A DISPOSIZIONE CON MOLTE VARIABILI E POSSIBILITA’ PER ANDARE INCONTRO AI BISOGNI DI TUTTI, INCLUSIONE, INTEGRAZIONE) CREATA DA NOI INSEGNANTI CHE CREDIAMO FERMAMENTE NELL’IMPORTANZA DI FORMARE IN QUESTO PRIMO IMPORTANTE SEGMENTO LA VITA DI OGNI BAMBINO,DAI 3-6 ANNI,
 LE BASI PER IL DOMANI AL SAPER  FARE, PENSARE, ESSERE.
ORA ATTRAVERSO MESSAGGINI, SALUTI, PICCOLI VIDEO COMUNICHIAMO E SEMPRE DA OGNUNO SENTO LA STESSA SOFFERENZA, LA DIFFICOLTA’ DI RITROVARSI IN ABITUDINI SCONOSCIUTE, RINCHIUSI IN CASA CON RITMI E DIMENSIONI COMPLETAMENTE CAMBIATI.CI SENTIAMO DIRE, AL CELLULARE CON WHATSAPP:”MAESTRA MI MANCHI, TI VOGLIO BENE, VOGLIO TORNARE ASCUOLA A GIOCARE CON I MIEI AMICHETTI!”
IL CUORE SI STRINGE E LA VOCE TREMA MA SI RISPONDE CON ALLEGRIA CHE TUTTO FINIRA’, CHE PRESTO CI RIABBRACCEREMO. INTANTO CONTINUIAMO AD INSERIRE NELLA PIATTAFORMA EDMODO STORIE, DISEGNI ,SCHEDE FACILI, LAVORI DI MANIPOLAZIONE, GIOCHI SEMPLICI PER FAR SENTIRE CHE ANCHE A DISTANZA LE MAESTRE PENSANO A LORO E CHE POI QUANDO CI RITROVEREMO LI GUARDEREMO INSIEME NEI NOSTRI MOMENTI DI CIRCLE-TIME, PARLEREMO DI QUESTI MOMENTI TIRANDO FUORI LE EMOZIONI E SENSAZIONI CONDIVIDENDOLE.
CI SARA’ UN FEED-BEAK DEL PERCORSO FATTO E SOLO ALLORA POTREMO TIRARE LE SOMME DI QUESTO MOMENTO E  MODALITA’ CHE , ANCHE SE DISTANTE E POCO ACCOGLIENTE NELLE RELAZIONI , CI HA PERMESO DI MANTENERE IL CONTATTO.

 Coordinatrice Infanzia plesso Marchesi
MAESTRA SONIA

Il Dantedì alla Garibaldi: come Dante, diremo “… uscimmo a riveder le stelle”.


Leggere i versi della Divina Commedia ai ragazzi significa far apprezzare loro un’opera unica, trasmettere l’idea che la poesia salva la vita e che la realtà si può trasformare. Dante  ci descrive emozioni e la natura umana, ci spiega la storia e il pensiero dell’uomo; vuole guidare gli uomini verso la felicità e, in questo frangente tanto difficile, la lettura dei suoi versi rappresenta un momento di riflessione ed uno stimolo al cambiamento.
E’stata proposta la lettura di alcuni versi molto famosi da parte dei docenti; noi tutti oggi abbiamo ascoltato in tv la  declamazione di terzine da parte di  grandi attori italiani. Sicuramente uno degli estimatori più famosi, e non a torto, è Roberto Benigni. I ragazzi hanno ascoltato l’interpretazione del XXXIII Canto del Paradiso, Canto in cui San Bernardo si rivolge alla Vergine in una preghiera che ne esalta la bellezza, la virtù e l’umiltà. Gaia, Aurora, Anna e Camilla hanno scritto che sentono Dante come un grande poeta, la sua preghiera a Maria è commovente, rappresenta una parte significativa dell’opera. L’interpretazione dei versi che descrivono la visione di Dio da parte di Roberto Benigni rende il racconto reale, coinvolge ed incanta chi ascolta.
Noi docenti pensiamo che  Dante possa trasmettere la speranza di ricominciare: dopo tante angustie e paure riusciremo anche noi a superare questa difficile prova  e, come Dante,  diremo “… uscimmo a riveder le stelle”.

Collaboratrice del DS
Prof.ssa Roberta Imbastari


mercoledì 25 marzo 2020

Restare umani!



Ebbene sì, lo ricorderemo tutti questo 2020. Lanno del Coronavirus, lanno in cui tutti noi docenti abbiamo abbandonato le vecchie abitudini, la vita sociale, il caffè in sala Prof. e soprattutto la lezione in presenza che ci dà e ci ha dato sempre emozioni. Ci manca la vitalità dei ragazzi che ci travolge, lamore per questo mestiere che è unico. Il venerdì, dopo la sospensione delle lezioni, sono tornato a scuola per prendere alcuni libri. Cera un silenzio irreale, non mi sentivo a casa. La scuola senza parole , senza il vociare dei ragazzi non ha ragione di esistere. Ecome la lezione nel silenzio assoluto, di fronte a ragazzi inermi, privi di quella vitalità e spesso vivacità  che li contraddistingue. Non ero felice! Non si può essere felici per tutto ciò, nessun docente può essere felice, ma poi ho capito che si doveva fare qualcosa, che la scuola non poteva finire in unassolata giornata di marzo. In quei giorni il nostro Istituto era in fermento perché noi docenti  condividevamo la stessa passione, lamore per linsegnamento che altro non è che lattività mediante la quale un adulto lascia un segno, semina un fiore che presto sboccerà, condiziona in positivo il futuro dei discenti nellincessante processo di apprendimento. Ci siamo incontrati, ovviamente  virtualmente, e abbiamo iniziato a condividere. Il confronto che a volte manca nel corso dellanno perché non abbiamo le opportunità di incontrarci in modo pedissequo è stata la nostra regola non scritta. I giorni passavano e le classi reali diventavano virtuali, i compiti cartacei mail in word, pdf, ppt e quantaltro. Gli alunni iniziavano ad accettare questa nuova realtà che non avevano mai praticato e tutto  questo nasceva dal confronto tra colleghi che come membri della comunità scientifica imparavano, sperimentavano, condividevano rendendo piacevoli le lezioni e a volte imparavano dai loro errori. Tutti noi sentiamo la mancanza dei ragazzi, tutti noi sentiamo il bisogno di tornare a parlare vis a vis con quellalunno in difficoltà che non aspetta altro che una parola di incoraggiamento, a dibattere di questo o quellargomento, ma purtroppo Covid 2019 ci ha costretto a stare lontano da loro, dalla scuola che conosciamo da sempre. Tuttavia  in questo momento il nostro compito è molto importante, mai come adesso siamo dovuti  essere delle guide, dei punti di riferimento. Dobbiamo amare, coltivare la nostra empatia per i ragazzi, recuperare le motivazioni di adolescenti che hanno perso alcune certezze. Dobbiamo essere delle figure autorevoli che incoraggiano e soprattutto restano umani. 

 Responsabile del plesso "Garibaldi"
Prof. Massimiliano Baldolini

martedì 24 marzo 2020

RIABBRACCIARCI PRESTO

Sono Marco , insegnante della scuola secondaria, sono ahimè , il più anziano del collegio e alle porte del pensionamento. Nei miei 43 anni di insegnamento ho visto , nella scuola , migliaia di situazioni diverse , sempre risolte ,chi più chi meno, positivamente .
Oggi però ci troviamo di fronte ad una montagna piena di sentieri molto tortuosi e difficili da superare ma sono convinto che con la professionalità, la serietà e la collaborazione che ha sempre contraddistinto il nostro collegio dei docenti ,  anche questa volta riusciremo ad arrivare alla vetta e cioè ai nostri cari alunni aiutandoli da casa , collaborando con le famiglie come tutti stiamo facendo. 
Lo sforzo non è poco , non tutti siamo dei maghi del pc però ci stiamo facendo valere giorno dopo giorno e i risultati si vedono , classi intere con video conferenze , compiti su we school e su altri social.
E proprio grazie al nostro impegno a quello dei ragazzi e delle loro famiglie riusciremo a RIABBRACCIARCI PRESTO.
Un caro saluto a tutte/i 
Prof.Rossi Marco

#Didattica a distanza non ti temiamo, ma ti ringraziamo!# Distanti oggi, uniti sempre! # l’amicizia è una cosa seria #






Video lezione con gli studenti
Salve, mi chiamo Chiara, fino al 4 marzo 2020 pensavo di essere semplicemente un’umile insegnante di Lettere della scuola secondaria di primo grado e invece no! Sono diventata famosa! Non perché prima già non lo fossi, intendiamoci, ma adesso alzarsi la mattina e prepararsi per andare in onda è qualcosa di sorprendente! Sì, avete capito bene, in onda! Nel giro di poco tempo sono riuscita ad organizzare lezioni alternative con i miei ragazzi che non vedono l’ora di collegarsi e seguire la LIVE… Quante cose ho imparato in così breve tempo e tutto grazie in primis alla preziosa collaborazione degli amici colleghi più laboriosi e propositivi e in secundis ai ragazzi. Eh già, nonostante il momento così delicato che tutti stiamo vivendo ci siamo dovuti tutti reinventare, e scoprire così potenzialità nascoste, che nessuno pensava di avere. Videochiamate, chat private, BOARD, instant, tutte parole prive di significato, ma ora dense di senso. La didattica a distanza, come tutte le novità, all’inizio ha fatto tanta paura, ci è caduta addosso come un macigno, da cui però non ci si può sottrarre, perché purtroppo causata dall’insorgere del virus un po' birbantello, che nello stesso tempo ci ha fatto riflettere sull’importanza delle cose sostanziali della vita. La presenza. All’inizio avevo vergogna di farmi vedere o registrare le videolezioni, ma poi ho pensato, io sono così, io devo farlo per i miei alunni con i quali tutti i giorni ridevo, scherzavo e confrontavo e quindi, dovevo continuare a farlo! Quindi, dovevo semplicemente continuare a vivere nella mia dimensione ed essere, esserci soprattutto per loro. Io avevo bisogno di loro e loro di me. Continuiamo ad essere bisognosi gli uni degli altri perché dietro a questo gioco di ruoli, in prima istanza siamo essere umani e bisogna avere il coraggio di essere tali e continuare a vivere in questa realtà. Impegno e perseveranza danno i loro frutti e sentirsi dire “Grazie infinite per la sua disponibilità e per le bellissime lezioni con i ragazzi, mia figlia è molto motivata soprattutto quando vi collegate”… NON HA PREZZO! Anche perché quello che io faccio è per devozione al mio lavoro e per il senso di rispetto per esso. Io ho scelto di studiare per insegnare, non mi sento arrivata perché ora ho una cattedra, anzi, io sto cominciando ora e GRAZIE lo dico io a tutti voi che aspettate me. L’insegnamento è life long learning ed io sto ancoro imparando. Il vero maestro è colui che non smette di essere allievo ed io sono una discente. Grazie ragazzi per avermi fatto riflettere su questo. Grazie amici colleghi per esserci stati!
Prof.ssa Chiara Rossi